sabato 12 luglio 2008

Frammento di sogno.

Con la vecchia fiesta sto guidando in una strada sterrata di campagna, alla mia sinistra credo ci sia un campo di granoturco piuttosto maturo. E' il pomeriggio e c'e' un sole forte, che con la sua luce gialla illumina il campo davanti a me. Anche se forse non viaggio a velocita' elevata, lascio un polverone dietro di me, colpa dei sassi bianchi sulla strada. A un certo punto alla mia destra vedo un palazzo distante circa 150-200 metri, lo riconosco e fermo l'auto. E' un palazzo che conosco gia' , si ci sono gia' stato probabilmente in un sogno precedente (di questo ne sono piu' che certo anche ora che scrivo), un palazzo per meta' nel classico stile del 19esimo secolo che pero' nasconde una torre (che io intravedo) che fa parte dell'ala piu' vecchia e medievale. Il colore dell'ala piu' giovane è di un giallo molto chiaro, invece la torre ha mattoni a vista nel classico colore che ha il mattone di quell'epoca. Mi fermo e scatto foto al palazzo. Quanto vorrei entrare in quel palazzo. Spengo la Fiesta e mi incammino verso il palazzo, non preoccupandomi di lasciare l'auto li.
Eccomi improvvisamente dentro a questo palazzo, probabilmente al piano terra o in un piano seminterrato: la luce del sole comunque entra dalle piccole finestre quadrate disposte a livello del terreno. Cerco di non farmi vedere dal personale che vi lavora dentro, camminando tra corridoi e scale scatto foto cercando posizioni particolari e suggestivi per gli scatti. Scatto la foto di un accesso alle scale che porta a un piano superiore (forse il piano terra vero e proprio) cercando di far sembrare l'ambiente una sorta di scena da film thriller o dell'orrore: le scale, l'apertura, il gioco di ombre e luci ispirano un luogo misterioso sotterraneo, la cosa mi mette quasi paura, ma poi continuo il mio giro. Percorrendo questa zona dell'edificio mi ricordo di esserci gia' stato qualche tempo fa e nel sogno visualizzo i ricordi frammentari di quando passavo di li' in compagnia di qualcuno.
Non so come, ma mi ritrovo a parlare con diversi ragazzi, sono in città o in una zona all'aperto del palazzo che si trova in centro città. Mi ricordo di aver lasciato l'auto ancora laggiu' ferma, esco e di corsa la vado a recuperare. Tuttavia non è piu' in campagna, ma li vicino, in città... Sto per aprire la portella e vedo arrivare verso di me una donna: so che fa parte di una sorta di organizzazione criminale a cui fa capo una persona senza scrupoli. La donna, in modo sobrio ed educato mi fa capire che sto rischiando grosso, che devo allontanarmi e lasciar stare la faccenda (quale faccenda? non lo so), e poi indicando con l'indice un oggetto per terra dice che è mio e che quindi lei ora sa che sono io il destinatario di tale "avvertimento".
Io nego, quell'oggetto non è mio, e sono sincero e tranquillo perchè c'e' un equivoco e glie lo dico. L'oggetto, nero, sembra un obiettivo di macchina fotografica reflex. Ha la forma di un pistone da motore, con la testa rappresentata dalle lenti e dalla ghiera, e il corpo cilindrico nero senza alcun dettaglio rilevante. Questo obiettivo pero' non è cilindrico con base un cerchio, è cilindrico con base una ellisse. Un obbiettibo a forma di ellisse...
La tal donna insiste, ma poi scopre di chi è e allora io mi sento piu' rilassato e finalmente libero di andarmene.

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