sabato 10 luglio 2010

...una parte minore

Faccio parte del cast di un film che utilizza effetti speciali avanzati e set vari all'aperto. Sebbene sia parte integrante del gruppo di attori che vi partecipa, mi viene data solo una piccola parte da recitare. Inoltre, durante le riprese in cui io non sono presente (che sono molte) ho la libertà di fotografare il backstage e le scene stesse riprese dal regista durante il "ciak".
Gli effetti speciali riguardano animazioni di oggetti reali e oggetti digitali. Purtroppo in alcuni momenti non riesco a fare foto adeguate a causa della scarsa luminosità o della rapidità con cui si svolgono certe scene: la mia macchina non è abbastanza potente per catturare gli attimi unici e interessanti delle scene piu' dinamiche.
Inoltre scopro, con tanto di malinconia e tristezza che ne conseguono, che l'attore principale è un mio amico di Suzzara che recentissimamente si è buttato nella "professione" secondaria di attore e che viene chiamato dappertutto per fare performance o collaborazioni con compagnie teatrali esistenti. Io continuo a domandarmi, senza risposta, per quale motivo lui sia diventato in così breve tempo tanto famoso da poter essere apprezzato e osannato. Non mi arrabbio per questo fatto, al contrario mi sento depresso e trascurato: neanche le foto riesco a fare bene.
Infine, dopo qualche giorno di lavorazione sul set e di post-produzione del film, mi ritrovo a camminare per una strada deserta di periferia di un imprecisato paese: sento delle voci che si avvicinano e riconosco alcuni ragazzi che hanno lavorato con me nel film, sono anch'essi attori, sono allegri mentre io sono pensieroso. Mi parlano dell'ultima scena del film descrivendomela come la più costosa e devastante mai fatta: hanno fatto letteralmente crollare un palazzo utilizzando piccole cariche esplosive distribuite su tutto il volume dell'edificio e durante il crollo (avvenuto perfettamente secondo copione), lo spostamento d'aria e le vibrazioni prodotte hanno fatto crollare altri 4 palazzi vicini nella stesa strada in cui si trovava il palazzo crollato, questi edifici sono crollati in stile "domino", uno alla volta e mentre uno crollava l'altro subiva vibrazioni e spostamenti d'aria e infine crollava. Solo uno resisteva, era una sorta di capannone di telo nero tenuto in piedi da una struttura metallica che lo ricopriva del tutto: la struttura elastica ha resistito e l'edificio è rimasto in piedi. Queste conseguenze impreviste non hanno impedito al regista di filmare tutto l'accaduto e riportarlo nel film.
E cosi' mentre parlo con questi ragazzi ci ritroviamo davanti al cinema in cui viene proiettata in anteprima la "prima" del film. Il regista apre il portone d'ingresso a due ante e raggiante ci viene incontro, il suo film ha avuto un gran successo ma io rimango indifferente.
Poco dopo mi ritrovo nell'ufficio del produttore, mi ha chiamato perchè mi vuole dire che faranno un seguito del film e che dovro' quindi essere presente ancora (ma perchè proprio io che sono stato quasi dimenticato?) e anche lui raggiante e un po' euforico gesticola con le braccia e infine tenendole aperte mi dice: "si si fara', i soldi ci sono!!!" ma io non voglio fare un altro film, non ho voglia di fare un'altra parte minore.... tuttavia tutto è deciso, ma in quel momento mi sveglio.

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