In un'improbabile aula dalle pareti bianche e dall'illuminazione bassa che proviene da una finestra imprecisata, sono seduto davanti a un banco di scuola dalla superficie nera. Di fianco a me, su altrettanti banchi, vi sono un ragazzo e una ragazza. Anche loro studenti. Davanti a noi una insegnante severa che ci impone di scrivere un tema: oggi compito in classe. Io mi sono gia' preparato un mega bibliettazzo scritto addirittura su un moleskin dalla copertina anch'essa nera, in modo da confondersi con il banco, il foglio bianco che la professoressa mi ha dato copre il moleskine e mi permette di non destare sospetto. Comincio a scrivere qualcosa ma poi desisto e decido di fuggire, scappo letteralmente via dall'aula e correndo raggiungo la mia auto. Un'auto decappottabile americana nera che sfreccia sull'autostrada in modo oserei dire aggressivo. Mi sembra di essere in un film americano, dove il protagonista puo' pestare l'acceleratore quanto vuole e fare tutte quelle espressioni da uomo avventuroso con gli occhiali da sole e il sorriso beffardo.
A un certo punto mi fermo presso un distributore di benzina in mezzo alla campagna, è piccolo e in rovina, vi è solo un casottino in cui si entra per prelevare la benzina direttamente in una tanica per poi versarla nel serbatoio dell'auto. C'e' una donna che apre una sorta di rubinetto e un lavandino in pietra accoglie la tanica di benzina che scorre copiosa. E' una tanica strana, è fatta a forma di cubo dalle pareti di plastica ma senza maniglia e senza coperchio... ho chiesto 20 euro di carburante ma la tanica si riempie fino al bordo, devo cosi' tirare fuori una caraffa di vetro che porto sempre con me per riempirla del carburante rimanente. Che schifo, ora mi tocca rilavarla e non ci posso piu' bere dentro.
Vado all'auto e vuoto la tanica. Riprendo a correre come un matto, inseguo persone, alcuni sono amici con cui mi diverto, fino a che mi nota la polizia e comincia a inseguirmi. Io pesto sempre l'acceleratore e incurante di loro mi butto in direzione delle montagne.
Eccomi su un tornante a tutta velocità ma la strada è dissestata, in parte senza asfalto e soprattutto non vi è guard-rail sulla mia destra... sono cosi' preso dalla guida che dimentico ogni forma di prudenza e mi accorgo che sto per precipitare, le ruote di destra dell'auto oramai sono sospese nel vuoto e in quel momento tutto si ferma. L'auto rimane come sospesa a mezz'aria.
Non sono piu' io alla guida, ma sono seduto nel sedile posteriore, in mezzo, e vedo sui sedili anteriori due persone: al posti di guida di spalle c'e' una sorta di vecchio con testa pelata e capelli lunghi bianchi che partono da sopra le orecchie (sembra Leonardo da Vinci visto di spalle), vestito giallo semplice, e mani sul volante. Di fianco a lui... ci sono io, quello che ha guidato fino a un istante fà.
L'uomo alla guida dice al me stesso al suo fianco: "ecco, la tua vita adesso è finita, potevi stare piu attento e invece hai fatto il deficiente. Siete sempre cosi' stupidi a fare queste cose.".
E mentre osservo questi due, l'auto riprende la sua traiettoria e precipita verso il basso...tutto si fa bianco e mi sveglio.
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